Sperimentare come Dio ti parla – La preghiera

27 Marzo 2022

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Domenica scorsa abbiamo visto che Dio parla ad ognuno di noi in un modo unico e inequivocabile. Può farlo mentre leggiamo la Bibbia, mentre preghiamo, attraverso le circostanze o tramite altre persone. In che modo hai sperimentato il parlare di Dio nella tua vita in questa ultima settimana? Sei riuscito a sentire la sua voce o eri forse troppo occupato con altro?

Alcuni giorni fa, mentre stavo passeggiando lungo la riva del lago e stavo chiedendo a Dio di ispirarmi per la predica di oggi, mi sono fermato presso i giardini Arp su una panchina. Il prato era pieno di piccioni. Le femmine giravano alla ricerca di cibo, mentre i maschi giravano attorno alle femmine tubando e mettendo in mostra le loro code colorate. Mentre i piccioni maschi erano impegnati in questa danza di corteggiamento, i piccioni femmina parevano totalmente disinteressati e spesso scappavano via dai maschi o si allontanavano per essere lasciate in pace.

Riflettendo su quanto stavo osservando, ho pensato che è spesso esattamente la stessa cosa che noi facciamo con lo Spirito Santo. Lui ci corteggia, desidera entrare in contatto con noi e darci ciò che Dio ha preparato per noi. Eppure quante volte noi lo ignoriamo, continuiamo a dedicarci alle nostre faccende e non ci rendiamo nemmeno conto che Dio ci sta parlando?

Oggi vedremo come Dio ci parla tramite la preghiera, come a volte noi chiediamo una cosa, ma Dio ce ne dà un’altra e anche cosa significa quando Dio se ne sta in silenzio.

Dio ci parla tramite la preghiera

Allo stesso modo ancora, lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede per noi con sospiri ineffabili; e colui che esamina i cuori sa quale sia il desiderio dello Spirito, perché egli intercede per i santi secondo il volere di Dio. (Romani 8:26-27)

Quando preghiamo, entriamo nella sala del trono celeste, davanti al Re dei re e al Signore dei signori. Ma non siamo lì da soli. Gesù Cristo intercede con noi presso il Padre. Lo Spirito Santo ci aiuta a sapere cosa pregare e come pregare. Se glielo permettiamo, sarà Lui a guidare la nostra preghiera secondo la volontà di Dio, perché sa già cosa Dio vuole darci o fare nella nostra vita. Il suo compito è quello di guidare la nostra preghiera in quella direzione.

La preghiera come mezzo per portare a Dio le nostre richieste è un potente strumento che Dio ci ha dato. E in certe particolari situazioni della nostra vita è normale che fatichiamo a sentire la voce di Dio o forse non abbiamo nemmeno le forze o la tranquillità necessaria per ascoltare ciò che Dio ci dice. In quei momenti la nostra comunicazione con Dio sarà probabilmente a senso unico, e va bene così.

Ma se questo è lo stato normale della tua relazione con Dio, allora è un forte segnale che qualcosa non va e ti invito a parlarne con qualcuno. Se ti accorgi che la tua preghiera è sempre solo a senso unico, ovvero che sei soprattutto tu a parlare, portando a Dio le tue preoccupazioni, i tuoi dubbi, le tue domande e le tue richieste, allora ti stai perdendo un aspetto essenziale della preghiera: ascoltare ciò che Dio ti dice.

Dio ci ha dato la preghiera come potente espressione della nostra relazione con Lui. La preghiera non è semplicemente una pratica religiosa e spero vivamente che tu non la viva in questo modo. Forse non ne eri consapevole, ma ciò che Dio ti dice durante la preghiera è molto più importante di ciò che tu gli dici!

Se non sai come fare per sentire la voce di Dio mentre preghi, non preoccuparti, perché la promessa è che sarà lo Spirito Santo ad intercedere per noi. Sarà Lui ad aiutarci, mentre preghiamo, a conoscere la volontà di Dio. Quando preghi, fallo nell’aspettativa che lo Spirito Santo sappia già cosa Dio ha preparato per te.

Lo Spirito Santo non ti guida di sua iniziativa, ti dirà ciò che sente dal Padre e ti guiderà a pregare per ciò che sa che il Padre vuole fare nella tua vita. Il compito dello Spirito Santo è di aiutarci a pregare in accordo con il cuore di Dio. Non c’è una formula per pregare nel modo giusto, ma possiamo certamente fare qualcosa per evitare di pregare solo secondo i nostri desideri egoistici.

A volte, mentre sto pregando mi rendo conto che mi sto girando solo attorno ai miei pensieri egoistici, invece di essere aperto ai pensieri e alle vie di Dio. A quel punto devo fare un grande sforzo spirituale per arrivare a mettere da parte i miei desideri e i miei pensieri, per concentrarmi su quello che Dio mi dice. Spesso poi dico: “Signore, ti prego di togliere dalla mia mente ogni pensiero che non è in linea con la tua volontà e mostrami cosa tu vuoi che io faccia”.

Quando ci sembra di non ricevere chiare risposte da Dio, è importante che esaminiamo il nostro cuore. Possiamo chiederci: “Posso affermare in tutta sincerità che il mio unico desiderio è sapere e fare ciò che Dio vuole per me?”. A me spesso accade che se prego in questo modo, mi viene in mente un passo biblico. Parto dal presupposto che sia stato Dio a parlarmi e cerco dunque di capire cosa vuole dirmi tramite quei versetti. Spesso si tratta di verità che mi aiutano a restare saldo nella mia identità in Cristo, a ricordarmi chi Dio è cosa Lui fa per me.

Chiedi al Signore di darti conferme della sua volontà attraverso la sua Parola, di mostrarti le sue vie tramite le circostanze o di mettere un fratello o una sorella sul tuo cammino che ti dia conferma di ciò che Dio vuole per te. Ricorda che Dio desidera che la tua relazione con Lui abbia la stessa qualità della relazione che Lui aveva con Gesù. Dio parla in continuazione con ognuno di noi e ci supplica di coinvolgerlo in tutto ciò che siamo e facciamo!

Pregare per una cosa e riceverne un’altra

Or a colui che può, mediante la potenza che opera in noi, fare infinitamente di più di quel che domandiamo o pensiamo, a lui sia la gloria nella chiesa, e in Cristo Gesù, per tutte le età, nei secoli dei secoli. Amen. (Efesini 3:20-21)

Ti è mai capitato di pregare intensamente per una cosa e di riceverne un’altra oppure di ricevere qualcosa di totalmente differente da ciò che ti eri immaginato? Può essere un’esperienza sconcertante, ma anche molto bella e profonda a dipendenza di come la viviamo. L’Apostolo Paolo afferma che Dio può darci molto di più di quel che domandiamo, ma spesso ci limitiamo da soli con le nostre richieste che partono solo dal nostro punto di vista.

Nel Nuovo Testamento troviamo un esempio molto eclatante, di una richiesta che è stata di gran lunga superata. Un giorno, quattro uomini portarono un loro amico paralitico da Gesù affinché lui lo guarisse. Siccome c’era troppa gente per entrare nella casa, scoperchiarono il tetto e calarono il loro amico nel mezzo della stanza nella quale si trovava Gesù.

Questi quattro uomini intraprendenti erano ostinatamente determinati a portare il loro amico da Gesù affinché Lui lo guarisse. Quando però Gesù vide la loro fede, disse al paralitico: “Uomo, i tuoi peccati ti sono perdonati” (Luca 5:20). Ciò che era appena successo lascio ogni singola persona presente in quella stanza, compresi i quattro amici, a bocca aperta.

Gli scribi e i farisei si arrabbiarono perché ritenevano che Gesù stesse bestemmiando e i quattro amici si stavano probabilmente chiedendo cosa significassero quelle parole e come mai Gesù non avesse semplicemente guarito il loro amico. Avevano chiesto una cosa, ma Gesù ne aveva data loro un’altra di gran lunga migliore. Mentre loro avevano “solo” chiesto a Gesù di guarire il loro amico, Gesù stava offrendo loro il perdono dei peccati, la salvezza eterna, il diritto di diventare figli di Dio e di entrare nel suo regno.

Non è ciò che a volte succede anche a noi? Chiediamo ciò che a noi sembra in quel momento essere la cosa più importante e non ci rendiamo nemmeno conto che Dio vorrebbe darci molto di più. Ricordi situazioni simili nella tua vita, dove, col senno di poi, hai realizzato che Dio ti aveva dato molto di più di quanto avevi richiesto?

È buono ogni tanto riflettere su queste situazioni, per ricordare al nostro cuore e alla nostra mente che non ha senso voler limitare Dio nelle risposte che potrebbe dare alle nostre preghiere. Potremmo sperimentare così tanto di più con il nostro Dio onnipotente, se avessimo più fiducia nel fatto che Lui vuole solo il meglio per noi!

La realtà è che spesso non riusciamo nemmeno ad immaginare di fare una richiesta in preghiera che si avvicini anche solo minimamente a ciò che Dio ha in serbo per noi. Ricordati che solo lo Spirito Santo sa che cosa Dio ha in mente per la tua vita. Chi più di Lui potrebbe aiutarti a formulare al meglio le tue richieste? Lascia dunque che sia Dio a decidere cosa darti!

Il nostro problema è che spesso fatichiamo a fare un collegamento tra quello che accade attorno a noi e la nostra preghiera. Dobbiamo esercitarci ad essere più attenti spiritualmente ad osservare ciò che Dio fa attorno a noi dopo aver pregato. Se fai una richiesta a Dio, aspettati una risposta da parte sua. Non passare semplicemente all’ordine del giorno, scordandoti magari pure per che cosa hai appena pregato…

Quando Dio tace

Nei Vangeli leggiamo un’altra storia interessante. È la storia di Lazzaro, amico di Gesù, che un giorno si ammalò gravemente. Le sorelle Marta e Maria mandarono qualcuno a chiamare Gesù, che in quel momento di trovava in un altro villaggio. Gesù decise però di non andare subito a Betania e si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava. Quando arrivò Lazzaro era già morto da quattro giorni.

A quel punto Marta gli andò incontro e lo rimproverò dicendo: “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto” (Giovanni 11:21). La reazione di Marta è più che comprensibile, Gesù aveva sempre detto di amare Lazzaro, come mai non era intervenuto? Marta e Maria avevano ragione e Gesù non le contraddisse. Se Lui lo avesse voluto, Lazzaro sarebbe guarito, ma non avrebbero potuto sperimentare cosa significano le seguenti parole di Gesù:

Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà. (Giovanni 11:25)

Gesù sapeva che Marta e Maria erano pronte per ricevere una nuova rivelazione, per sperimentare tutta la potenza di Gesù e per conoscerlo come mai prima d’ora. Lo stesso accade a volte anche nella nostra vita. Se Dio non permettesse situazioni che mettono alla prova la nostra fede, non potremmo mai sperimentarlo in modo così profondo.

Proprio come successe anche a Giobbe, quell’uomo dalla pazienza proverbiale, che credeva con tutto il suo cuore a Dio, ma la cui fede fu duramente messa alla prova quando perse tutta la sua ricchezza, i suoi figli e la sua salute. Alla fine di un lungo processo di lotta con Dio, con sua moglie, con i suoi amici e con sé stesso, Giobbe giunse ad un’importantissima conclusione:

Io riconosco che tu puoi tutto e che nulla può impedirti di eseguire un tuo disegno. Chi è colui che senza intelligenza offusca il tuo disegno? Sì, ne ho parlato; ma non lo capivo; sono cose per me troppo meravigliose e io non le conosco. Ti prego, ascoltami, e io parlerò; ti farò delle domande e tu insegnami! Il mio orecchio aveva sentito parlare di te ma ora l’occhio mio ti ha visto. (Giobbe 42:2-5)

Quando Dio non risponde alle nostre preghiera possono esserci molti motivi. Potrebbero esserci dei peccati non confessati nella nostra vita, che interrompono la nostra comunione con Dio. In quel caso l’unica cosa da fare è, non appena lo Spirito Santo ce lo rivela, di confessare ogni cosa e chiedere perdono a Dio. Anche Giobbe lo aveva fatto.

Se anche dopo aver confessato i nostri peccati ci sembra che Dio non risponda, la cosa migliore da fare è continuare a servirlo in ciò che già stavamo facendo e restare in attesa. Stando però attenti alle trappole del nemico, che vorrà farci credere che Dio si è scordato di noi o che non siamo abbastanza importanti per Lui.

Quando non ricevi risposte da Dio, puoi rispondere in due modi. Puoi scoraggiarti, soffrire di sensi di colpa e di auto condanna, oppure puoi aspettarti che Dio ti guidi a conoscerlo ancora meglio, proprio attraverso questa situazione. Come tu sceglierai di reagire, farà la differenza nel modo in cui sperimenterai Dio.

Per non rischiare di scoraggiarti è importante che ricordi al tuo cuore quali sono le verità che Dio ti ha già rivelato in passato su sé stesso e su come Lui ti vede. Puoi pregare dicendo ad esempio: “Padre Celeste, non capisco perché te ne stai in silenzio, ma ti prego mostrami ciò che stai facendo nella mia vita e che io ancora non riesco a vedere!”.

Anche in queste situazioni vale ciò che abbiamo detto prima: Dio vuole avere un rapporto di amore con te e desidera rivelarti la sua Verità tramite la sua Parola. Non andare però freneticamente alla ricerca di una risposta nella Bibbia. Spesso lo Spirito Santo userà la Bibbia per rivelarti la verità, ma la verità non è un concetto. La verità è una Persona: Gesù Cristo!

Ti invito a sperimentare Dio in preghiera nei prossimi giorni. Passa un po’ di tempo in preghiera chiedendo allo Spirito Santo di guidare la tua preghiera secondo la volontà del Padre. Forse può aiutarti se prendi nota delle tue richieste, in modo da poter riconoscere le risposte di Dio quando arriveranno.

Chiedi allo Spirito Santo di aiutarti a cogliere i legami che potrebbero esserci tra ciò che tu hai richiesto e quanto succede attorno a te. La sua risposta potrebbe arrivare prima di quanto te lo aspetti e in un modo che probabilmente nemmeno ti aspetti.

Amen

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