Quando Dio risponde… ma non come pensi! | Abacuc 1

6 Luglio 2026

Michel Di Feliciantonio

Michel Di Feliciantonio

Pastore

Io e mia moglie Stefania ci siamo conosciuti quando lei viveva a Milano e io a Pisa. Quando con Stefania abbiamo iniziato a prepararci al nostro matrimonio e alla nostra vita insieme a Pisa, pensavamo che la cosa migliore per Stefania fosse di trovare un lavoro a Pisa. Eravamo convinti che in questa fase della nostra vita il Signore ci volesse a Pisa, soprattutto per essere coinvolti nella Chiesa La Torre, la nostra chiesa a Pisa.

E quindi Stefania ha iniziato a fare i concorsi, e ne ha fatti un pò ovunque. La scena era sempre la stessa: lei faceva il concorso o il colloquio e poi dovevamo aspettare. Un’attesa snervante. Giorni, settimane, mesi per sapere qualcosa di così importante come il lavoro ma poi alla fine la risposta era sempre no, anche quando le persone le promettevano che l’avrebbero assunta. 

E’ capitato anche a voi di fare una domanda importante e dover aspettare per tanto tempo una risposta? E magari poi la risposta che avete ricevuto non è stata quella che speravate?

Come chiesa stiamo studiando i profeti minori dell’Antico Testamento che sono dei libri della Bibbia che facilmente vengono trascurati o ignorati ed è un peccato perchè la voce profetica di questi libri ha una rilevanza contemporanea incredibile. Il Signore continua a parlarci attraverso questi profeti.

Una delle cose più affascinanti è che questi libri sono molto diversi l’uno dall’altro. Ci siamo confrontati con Giona, il profeta ribelle, il profeta orgoglioso e ipocrita che Dio riprende con pazienza ed amore. Abbiamo conosciuto Naum e il suo potente messaggio da Dio. Domenica scorsa ci siamo confrontati con Abdia, il più “minore” dei profeti minori con un messaggio riguardo ad Edom. 

Oggi iniziamo a confrontarci con un altro profeta, molto affascinante, Abacuc. Anche Abacuc è un uomo che come Giona combatte con il Signore, con la giustizia del Signore ma come vedremo in queste settimane, lo fa in maniera diversa.  

La domanda di Abacuc: Fino a quando, Signore?

Abacuc 1:1 Oracolo che il profeta Abacuc ebbe in visione.

Il libro di Abacuc si apre con queste parole. Non sappiamo nulla su Abacuc, ma possiamo dedurre dal contenuto del libro che sia stato un profeta vissuto verso la fine del 7 secolo a.C. Probabilmente Abacuc profetizza a cavallo tra la fine del regno assiro e l’ascesa del regno babilonese. Quindi siamo circa 50 anni dopo il profeta Naum. 

Si tratta di un periodo buio per il popolo di Dio, un periodo di violenza, di ingiustizia. Il regno assiro è stato sconfitto, come aveva profetizzato Naum, ma regna ovunque del caos, il futuro è incerto e in mezzo a tutta questa situazione gli empi agiscono con ingiustizia e prepotenza nei confronti dei più deboli. Il popolo di Dio è sopravvissuto al regno assiro, ma le cose non stanno andando meglio. E a questo punto che inizia il ministero di Abacuc. 

Come dicevo Abacuc è un libro profetico affascinante perchè inizia dicendo: questo è l’oracolo del Signore, ma poi subito dopo non viene riportato nessun oracolo. 

2 Fino a quando griderò, o Signore, senza che tu mi dia ascolto? Io grido a te: «Violenza!» e tu non salvi. 3 Perché mi fai vedere l’iniquità e tolleri lo spettacolo della perversità? Mi stanno davanti rapina e violenza; ci sono liti e nasce la discordia. 4 Perciò la legge è senza forza, il diritto non si fa strada, perché l’empio raggira il giusto e il diritto ne esce pervertito.

Come dicevo in questi versetti non c’è un oracolo, bensì troviamo le domande di Abacuc. Il libro si apre quasi come se fosse un salmo: fino a quando Signore? Fino a quando non mi darai ascolto?

C’è qualcosa che non torna ad Abacuc: come mai il Signore non fa niente davanti alla violenza evidente attorno ad Abacuc? Perché non fa niente quando i giornali, i telegiornali, le dirette IG mostrano chiaramente che il mondo è allo sbaraglio, pieno di violenza, di perversità, di ingiustizia, di caos.  

Chi sono gli empi, i malvagi che compiono tutte queste azioni ignobili? Sono gli stranieri? No, non credo siano gli stranieri. Notate come al versetto 4 si metta in risalto la legge, la torah, che non ha più forza e il diritto, o la giustizia, non si fa più strada. Il problema non sono gli stranieri, i pagani ma il problema è che la legge di Dio non è rispettata dal suo popolo e per questo i giusti soffrono. I giusti, come Abacuc, pregano ma il Signore non risponde. 

Fino a quando?  Fino a quando non farai niente? Come puoi tollerare la malvagità in mezzo al tuo popolo?

Fino a quando griderò: questa non è la prima preghiera di Abacuc e Abacuc è intenzionato a continuare a pregare al Signore, è intenzionato a rivolgere le proprie domande al Signore fino a quando il Signore non risponderà. 

Abacuc è interdetto. Ma cosa fa con i suoi dubbi? A chi rivolge le proprie domande? Al Signore. Fino a quando, Signore? Abacuc non scappa, come ha fatto Giona, ma va al Signore. Abacuc è convinto che qualcosa non torni, ma è anche convinto che solo il Signore può offrire una risposta alle sue domande e continua a portare le sue domande al Signore, insiste.

Ammetto che io invece nelle mie preghiere non dimostro la stessa costanza. “Signore fammi capire questa cosa che non capisco” “Signore intervieni in questa situazione” e poi se Lui non fa nulla dopo una preghiera rinuncio.

Fino a quando, Signore? Se sei credente, è una domanda che immagino accompagni spesso le tue giornate. Impariamo da Abacuc a portare questa domanda al Signore, impariamo da Abacuc a resistere nella preghiera quando il Signore ci sembra silenzioso. 

L’inaspettata risposta del Signore

La cosa bella è che il Signore non resta in silenzio, il Signore non lascia Abacuc nei suoi dubbi ma risponde al suo profeta perplesso. 

5 «Guardate fra le nazioni, guardate, meravigliatevi e siate stupiti! Poiché io sto per fare ai vostri giorni un’opera che voi non credereste, nemmeno se ve la raccontassero. 

Il Signore di Abacuc è lo stesso Signore di Giona. Con lo stesso amore paterno risponde ai dubbi di Abacuc. 

Il profeta aveva chiesto con insistenza al Signore fino a quando avrebbe tollerato l’ingiustizia e la malvagità del popolo di Dio. Abacuc ora finalmente riceve una risposta chiara dal Signore: tra poco io interverrò e farò qualcosa di impensabile, di inaspettato. Il Signore non è sordo alle richieste di Abacuc e il Signore non è cieco rispetto a quello che di malvagio succede nel mondo e il Signore fa qualcosa a riguardo. 

Il Signore ascolta, il Signore vede, il Signore risponde. Immagino che tu possa avere delle domande per il Signore, ti conforta sapere che il nostro Signore ascolta e risponde? Come reagisci a questa cosa? Penso che intanto possiamo tirare tutti un bel sospiro di sollievo. 

Nella scorsa primavera, a Pisa, ho goduto  del fatto di poter aprire la finestra mentre lavoravo e sentire il canto degli uccelli. Tante cose a cui pensare, tante preoccupazioni, tante complicazioni, ma il canto degli uccelli che mi ricorda che Dio si prende cura di ogni singolo dettaglio.

Se non sapessi che Dio non solo esiste ma che è anche attivo nelle nostre vite e in questo mondo, diventerei isterico, vorrei controllare ogni cosa dovendo contare sulle mie forze per provare a cambiare le cose che non vanno. Invece posso fare quello che è giusto, e poi fidarmi di Dio. 

Si dice che Martin Lutero, il focoso riformatore tedesco, quando passaggeva nei boschi salutava gli uccelli dicendo: Buongiorno, piccoli teologi. Voi vi svegliate e cantate, ma io, vecchio stolto, ne so meno di voi e mi preoccupo di tutto invece di affidarmi semplicemente alle cure del Padre celeste. 

Dio ascolta, Dio vede, Dio risponde. 

E a questo punto io mi immagino Abacuc che inizia a sfregare le mani. “Eccoci, finalmente! Il Signore farà qualcosa di incredibile, qualcosa di buono, non vedo l’ora di scoprire la sua buona e perfetta volontà, il suo buon piano!”

Scopriamolo insieme il piano del Signore:
6 Perché, ecco, io sto per suscitare i Caldei, questa nazione crudele e impetuosa, che percorre tutta la terra per impadronirsi di dimore che non sono sue.
7 È un popolo terribile e spaventoso; da lui stesso procede il suo diritto e la sua grandezza.
8 I suoi cavalli sono più veloci dei leopardi, più agili dei lupi di sera; i suoi cavalieri procedono con fierezza, i suoi cavalieri vengono da lontano, volano come l’aquila che piomba sulla preda.

In altre parole il piano di Dio consiste nel suscitare i Caldei, i babilonesi?! Il piano di Dio è di usare un violento popolo straniero per colpire il popolo di Giuda? Il piano di Dio è di fare arrivare delle gente ancora più violenta, ancora più ingiusta degli ebrei stessi? La risposta del Signore è decisamente inaspettata! La risposta del Signore continua:

9 Tutta quella gente viene per darsi alla violenza, le loro facce bramose sono tese in avanti, e ammassano prigionieri come sabbia.
10 Si fanno beffe dei re, i prìncipi sono per loro oggetto di scherno; ridono di tutte le loro fortezze, fanno dei terrapieni e le prendono.
11 Poi passano come il vento, passano oltre e si rendono colpevoli; questa loro forza è il loro dio».

Dio è chiaro nella sua risposta ad Abacuc: questo è il mio piano, questo è quello che io sto facendo. Io userò i Caldei, un popolo terribile e spaventoso, con un esercito temibile e invincibile, un popolo che adorava e credeva in un solo dio: la loro forza bruta. 

La risposta del Signore alla domanda di Abacuc è alquanto inaspettata e sorprendente. 

E’ come se durante la seconda guerra mondiale i credenti in Giappone pregassero al Signore di porre fine a quella guerra ingiusta e malvagia e la risposta di Dio sia stata: porrò fino a questa guerra usando una bomba atomica.

“Yahweh propone di contrastare l’ingiustizia con l’ingiustizia, la violenza con la violenza. Quest’opera è davvero qualcosa che Abacuc non avrebbe mai creduto possibile in precedenza.”

Abacuc pone le sue domande al Signore, e il Signore, che ascolta, che vede e che risponde offre una risposta inaspettata. 

Qualche settimana fa parlavo con un mio caro amico Mark Oden, che è pastore di una chiesa ad Edinburgo, in Scozia. Questa chiesa faceva parte della chiesa nazionale, e in quanto tale godeva di tanti benefici. Solo che la chiesa nazionale con gli passare degli anni è diventata sempre più liberare e la chiesa di Mark non approvava questa cosa. 

E immagino che un po ‘ come Abacuc abbiamo pregato al Signore: fino a quando Signore? Fino a quando Signore permetterai la depravazione, fino a quando permetterai che nella tua chiesa ci siano pratiche contrarie alla tua Parola?

La risposta del Signore è stata: voi dovete lasciare la chiesa nazionale, dovete cambiare tutto. Non so come si è sentita questa chiesa, ma posso immaginare lo sconforto e il dispiacere. La chiesa nazionale stava sbagliando di fronte a Dio ma la chiesa locale ne avrebbe pagato le conseguenze. La chiesa locale era chiamata dal Signore a lasciare il locale di chiesa, a lasciare lo stipendio e i fondi, lasciare l’appartamento del pastore, lasciare il quartiere, lasciare i ministeri, iniziare da capo. 

Questo testo ci mostra e ci ricorda che il Signore ascolta le nostre preghiere. Quando sono disperato, quando sono sconfortato e mi rivolgo a Dio in preghiera le mie parole non sono parole vuote che restano nella stanza, ma salgono fino al trono celeste di DIo. Questo è bello e incoraggiante, no?

Ma Abacuc ci ricorda anche che la risposta del Signore è spesso inaspettata. Il Signore non si deve piegare alle nostre richieste. Il piano del Signore è più grande di quello che noi possiamo capire, la saggezza del Signore non è come la nostra, è infinita, la prospettiva del Signore è diversa. Dovremmo essere disposti ad accettare la risposta del Signore, anche quando è inaspettata. Ma non è quello che fa Abacuc. 

La reazione di Abacuc

Infatti guardate come reagisce Abacuc:
12 Non sei tu dal principio, o Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo! O Signore, tu, questo popolo, lo hai posto per eseguire i tuoi giudizi; tu, o Rocca, lo hai stabilito per infliggere i tuoi castighi.

13 Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male e che non puoi tollerare lo spettacolo dell’iniquità, perché guardi i perfidi e taci quando il malvagio divora l’uomo che è più giusto di lui?

14 Perché tratti gli uomini come i pesci del mare e come i rettili, che non hanno padrone?

15 Il Caldeo li tira tutti su con l’amo, li piglia nella sua rete, li raccoglie nel suo giacchio; perciò si rallegra ed esulta.
16 Per questo fa sacrifici alla sua rete e offre profumi al suo giacchio; perché gli provvedono una ricca porzione e un cibo succulento.
17 Dovrà forse per questo continuare a vuotare la sua rete e a massacrare le nazioni senza pietà?

Abacuc è perplesso. Abacuc non è pronto ad accettare la risposta del Signore. Non è disposto ad accettare che il Signore stia per massacrare il suo popolo santo usando un popolo straniero. C’è qualcosa che non torna dal punto di vista di Abacuc. 

 

Abacuc non è uno sprovveduto o l’ultimo arrivato. Abacuc sa che può chiamare il Signore, v.12, il mio Dio, il mio Santo. Questo perché il Signore, il Dio eterno, aveva stabilito dall’eternità che avrebbe scelto Israele e che avrebbe stabilito con Israele il suo patto e che Israele avrebbe svolto un ruolo chiave nel suo piano. Abacuc sapeva bene che era stato il Signore a decretare che Israele avrebbe eseguito i suoi giudizi e non il contrario.  Quindi, per Abacuc, la conseguenza sembra scontata: noi non moriremo! 

Nei versetti 13-17 Abacuc continua nel suo ragionamento: non solo Israele è il popolo scelto da Dio, ma anche Dio stesso odia il male, non sopporta l’iniquità. Come potrebbe questo Dio decidere di massacrare il suo popolo? 

Perchè l’essere umano, che doveva essere il fiore all’occhiello della creazione, perché l’essere umano che era stato creato ad immagine di Dio, viene trattato da Dio come un pesce del mare, che viene pescato dall’empio? Perché l’essere umano viene trattato peggio di un animale? Perchè Dio ha in mente di usarsi di un popolo malvagio per massacrare le nazioni? Abacuc non capisce e lo dice al Signore.

Il capitolo si conclude così e dovremo aspettare le prossime settimane per vedere se e come Dio risponderà. 

Il profeta ha invocato il Signore, il Signore ha risposto in maniera inaspettata ed infine Abacuc ha espresso tutta la sua perplessità. Non si è limitato a pregare il Signore, a cercarlo, a chiedergli fino a quando. Una volta ricevuta la risposta del Signore, ha continuato a lottare con il Signore e gli ha espresso la sue perplessità.

Abacuc non ha permesso al proprio dubbio, non ha permesso alle proprie perplessità di allontanarlo dal Signore ma anzi, sapendo che Dio è ricco in bontà, santità e amore è andato al Signore per cercare di capire meglio. Ha combattuto con il Signore, in preghiera. E il Signore ha voluto che questo atteggiamento di Abacuc facesse parte della Parola, della Bibbia che ci ha voluto dare. 

Forse sei in una fase di “Fino a quando, Signore?”. Forse sei stanco di tutta l’ingiustizia che vedi attorno a te, o che magari vedi anche nella tua vita. 

Forse c’è qualcosa che ti disturba. Io in questi giorni mi sto rendendo conto che mi arrabbio facilmente, ci sono delle cose che mi rendono irrequieto. Fino a quando, Signore? 

Se sei in questa fase: Sappi che questa fase non durerà per sempre. Il Signore risponderà. Lo farà nei suoi tempi, nei suoi modi. Ma risponderà. Nel frattempo, come Abacuc, continua a cercarlo, continua ad invocarlo anche quando tutto sembra andare per il peggio. 

Il salmo 42 dice: 5 Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio.

Forse invece sei un una fase in cui il Signore ti ha risposto, ti ha mostrato qualcosa, ma non riesci a capirlo ed accettarlo. 

Non lasciare che quello che non capisci tu, quello che vedi tu, diventi un ostacolo che ti impedisce di rivolgerti al Signore. Dovremmo sempre ricordarci, quando approcciamo il Signore, che le sue vie sono migliori, che lui sta agendo in modo inpensabile. 

Romani 11:33 Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie! 34 Infatti «chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato suo consigliere?» 35  «O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì da riceverne il contraccambio?» 36 Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.

Anche il piano di sacrificare il proprio Figlio a causa della malvagità, della corruzione, dell’ingiustizia dell’umanità è stato una risposta inaspettata al problema del male. Eppure ha funzionato, eppure ne abbiamo beneficiato, eppure lo abbiamo accettato. Nei nostri dubbi, nella nostra perplessità andiamo al Signore, sapendo quello che lui ha già fatto, cerchiamo in lui le risposte alle nostre domande.

In altre parole: preghiamo. Vogliamo rispondere sin da ora con un momento di preghiera. Vogliamo portare al Signore i nostri pesi, come Abacuc.

Ma non solo ora. Vogliamo prenderci l’impegno questa settimana, quando il Signore sembra in silenzio o quando il Signore risponde in maniera inaspettata, di fermare ogni altra cosa e pregare?

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