Sperimentare Dio in situazioni impossibili

24 Aprile 2022

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Quando Dio ci parla una cosa è certa: non possiamo rimanere lì dove siamo e fare quello che ci chiede di fare. Ogni volta che nella Bibbia leggiamo che Dio ha invitato qualcuno ad unirsi a Lui in ciò che stava facendo, quella persona non poteva restare semplicemente ferma dov’era, la sua vita cambiava e doveva fare dei passi per allinearsi a ciò che Dio le stava chiedendo.

Lo stesso vale anche nella nostra vita come cristiani. Ogni volta che Dio si rivela a noi, che sperimentiamo la sua guida, che ci confronta con le sue indicazioni nella Bibbia, che ci sfida a seguirlo… ci troviamo di fronte alla decisione se fidarci di Lui oppure no, se abbandonare le sicurezze alle quali siamo abituati, per sperimentare qualcosa di nuovo.

Non importa da quanto tempo stiamo già seguendo Dio, ogni anno vissuto con Lui ci porta avanti, a crescere e a fare delle scelte. Non importa quanti passi abbiamo già fatto in passato, ogni passo avanti fatto con Dio è un passo di fede. Ogni volta che avrai compiuto un passo avanti con Lui ti inviterà a fare il prossimo.

Coraggio, sono io; non abbiate paura!

Una storia che ci insegna come dobbiamo rispondere quando Dio ci invita a fare un passo di fede verso di Lui, è quella dell’Apostolo Pietro che si ritrovò a camminare sull’acqua (Matteo 14:22-33). Ciò che successe quando Gesù lo invitò ad uscire dalla barca per entrare nelle acque agitate dalla tempesta, ci aiuta a capire come si svolge tipicamente il processo di quando Dio ci chiede di seguirlo.

Poco prima leggiamo di come Gesù sfamò 5’000 persone con solo 5 pani e 2 pesci. Possiamo dunque presumere che a quel punto la fede dei discepoli fosse ai massimi livelli. La loro fede fu però anche subito messa alla prova, quando si ritrovarono a dover affrontare una tempesta sul lago, perché in quel momento erano da soli. Leggiamo, infatti, che “la barca, già di molti stadi lontana da terra, era sbattuta dalle onde, perché il vento era contrario” (Matteo 14:24).

Le cose iniziarono a farsi ancora più interessanti, quando Gesù decise di andare loro incontro… camminando sull’acqua! Quando i discepoli lo videro, la prima cosa che pensarono fu che si trattasse di un fantasma. E, onestamente, chi potrebbe biasimarli? Mai prima d’ora si era sentito parlare di qualcuno camminare sull’acqua, per di più nel mezzo di una violenta tempesta!

Pure Gesù diede per scontato che avessero paura, infatti disse: “Coraggio, sono io; non abbiate paura!” (Matteo 14:27). E proprio questa risposta di Gesù è centrale, perché è si basa tutta sulle parole “sono io”! Due parole che Gesù usava spesso per rivendicare la sua divinità. In altre parole, Gesù li stava tranquillizzando dicendo di non temere, perché Lui, Dio in forma umana era lì con loro.

Questa è la prima grande verità che possiamo trarre da questa storia: là dove Gesù è presente, la paura è ingiustificata! Non è incredibile? Possiamo sapere che, ancora prima di chiederci qualunque cosa, Gesù è con noi nel mezzo della nostra vita. Gesù è con noi in ogni situazione, anche quando a noi sembra che sia rimasto lontano.

Che poi, in realtà, Gesù non aveva semplicemente abbandonato i suoi discepoli per soddisfare qualche capriccio personale, si era ritirato per pregare, per parlare con il Padre! Ed è ciò che fa anche ora per noi:

Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. (Romani 8:34)

Lo sapevi che, anche quando hai l’impressione che Gesù non ha tempo per te o per i tuoi problemi, in realtà è occupato a intercedere per te? O che, prima di ogni altra cosa, Gesù ti promette di essere sempre presente nella tua vita? Non solo nel mezzo delle tempeste nella tua vita, bensì in ogni momento!

Già solo se ci fermassimo a questo punto della storia, avremmo tanto su cui riflettere. Ma la storia non è finita. Diventa ancora più interessante, quando Pietro scelse di fare qualcosa di totalmente fuori dall’ordinario.

La fede messa alla prova

Pietro gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire da te sull’acqua». (Matteo 14:28)

Pietro è noto per essere assai testardo, più veloce a parlare che a riflettere. Una caratteristica che lo mise più volte nei guai, ma che gli ha anche permesso di sperimentare Dio come pochi altri. Anche in questa situazione, Pietro si dimostra audace e Gesù gli risponde con una sola parola: “Vieni!”. E così, con una notevole porzione di coraggio e fiducia, Pietro uscì dalla barca e iniziò a camminare sull’acqua verso Gesù.

So che è facile criticare Pietro per quello che successe subito dopo, ma restiamo per un attimo a questa scena. È notevole come Pietro, nel mezzo di forti venti e di alte onde, si fidò di Gesù e scelse di lasciare la relativa sicurezza che gli offriva la barca. La sua è un’incredibile dimostrazione di fede in Gesù. Nessuno degli altri discepoli ha osato mettere piede fuori dalla barca.

E Pietro, sceso dalla barca, camminò sull’acqua e andò verso Gesù. Ma, vedendo il vento, ebbe paura e, cominciando ad affondare… (Matteo 14:29-30)

Ecco ciò che tutti ci saremmo aspettati sin dall’inizio: Pietro iniziò ad affondare. Quando vide il vento ebbe paura… e ci credo! Scommetto che era terrorizzato, ma chi non lo sarebbe stato? È quello che succede anche a noi se guardiamo troppo alle nostre circostanze e ci scordiamo di tenere lo sguardo fisso su Gesù.

Pietro, poco prima di affondare, riuscì solo ancora ad urlare con le sue ultime forze: “Gesù salvami!”. E Gesù lo fece!

Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» (Matteo 14:31)

Qui vediamo due cose: la prima è che Gesù lo salvò immediatamente, la seconda che lo rimproverò per la sua poca fede. Perché lo rimproverò, visto che Pietro ebbe più fede di tutti gli altri discepoli messi assieme? Lo fece per aiutare Pietro, e anche noi, a capire quanto è importante riporre costantemente la nostra fiducia in Gesù.

Gesù ci fa capire che il modo in cui noi rispondiamo quando ci troviamo di fronte a una crisi, determinerà come proseguiremo il nostro cammino con Dio. Quando nella nostra vita la nostra fede è messa alla prova, abbiamo due scelte: possiamo continuare per la nostra strada, affrontando le cose come abbiamo sempre fatto oppure confidare pienamente in Dio e sperimentare ciò che Lui ha previsto per noi.

Questo principio non vale solo quando ci troviamo di fronte a grandi sfide della vita. Anche il modo in cui rispondiamo quotidianamente alla guida di Dio ci rivelerà quanto forte è la nostra fede. Ogni mattina, quando ti svegli, come affronti la giornata? Dai per scontato che le cose andranno avanti bene, senza intoppi, perché sei in buona salute, hai pianificato tutto al meglio, confidi nelle tue forze e non hai nulla da temere? Oppure inizi la giornata nella consapevolezza che ogni nuovo giorno di vita è un dono di Dio? E che hai bisogno della sua guida?

Nel corso della vita ci troveremo di fronte a molte sfide che metteranno alla prova la nostra fede. Sfide grandi e piccole, nelle quali avremo sempre la scelta se guardare alle nostre circostanze e alla tempesta che infuria intorno a noi… oppure se tenere gli occhi fissi su Gesù e riporre la nostra fede nella bontà di Dio, credendo che Lui è per noi e non contro di noi!

L’apostolo Paolo, scrivendo a Timoteo, ci ricorda che la fede è una lotta:

Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna alla quale sei stato chiamato e in vista della quale hai fatto quella bella confessione di fede in presenza di molti testimoni. (1 Timoteo 6:12)

Combattere il “buon combattimento della fede” significa credere fermamente alle promesse che Dio ci fa nella sua Parola, indipendentemente da ciò che i nostri occhi vedono o le nostre emozioni potrebbero dirci.

Questo non significa però rinnegare la realtà che stiamo vivendo. Non significa far finta di niente di fronte ai pericoli o alle sfide dicendo semplicemente: “Andrà tutto bene!”. Significa, invece, riconoscere che Dio è più grande delle nostre circostanze, è sempre fedele ai suoi figli e sta sempre agendo affinché tutte le cose cooperino al nostro bene.

Ogni volta che Gesù ti chiama a “camminare sull’acqua”, a fare dei passi di fede verso di Lui in una direzione a te sconosciuta, è saggio seguire le istruzioni che Paolo diede ai Colossesi:

Aspirate alle cose di lassù, non a quelle che sono sulla terra. (Colossesi 3:2)

Questo significa alzare lo sguardo e fissare gli occhi su Gesù, confidando nella sua bontà, ricordando chi Lui è e chi noi siamo come membri della sua famiglia. La sua promessa è che siamo già stati risuscitati con Gesù e ci ha già fatti sedere con lui nel cielo (Efesini 2:6), quindi molto al di sopra delle nostre attuali circostanze!

Se rifletti sulla tua vita trascorsa finora con Dio, ci sono state situazioni nelle quali Dio ti ha chiesto di unirti a Lui in un compito che in quel momento ti sembrava troppo grande o difficile? Hai avuto qualche dubbio o paura di non riuscire a realizzare ciò che Dio ti chiedeva di fare? Come hai superato quel momento o meglio, come ti ha aiutato Dio a superarlo?

C’è magari una situazione particolare nella tua vita attuale, nella quale Dio ti sta chiedendo di “camminare sull’acqua” e di fidarti di Lui? Come potrebbe aiutarti il modo in cui Dio ti ha sostenuto in passato, a distogliere lo sguardo dalle tue circostanze e a guardare invece a Gesù?

Vediamo ancora alcune lezioni pratiche che possiamo trarre dalla storia di Pietro.

Alcune lezioni per la nostra vita

1) La pace non si trova nell’assenza della tempesta, ma nella presenza di Gesù. Quando Gesù disse a Pietro di venire da Lui, non calmò la tempesta. Anzi, invitò Pietro ad unirsi a Lui nel mezzo della tempesta. Noi spesso pensiamo che la pace sia nelle acque calme, ma non è questo che Gesù ci ha promesso. Ha invece promesso di essere sempre con noi, anche nel mezzo della tempesta!

2) Avere fede significa uscire dalla barca. A tutti piace la comodità e la sicurezza, ma a volte Gesù ci chiederà di correre un rischio e di fidarci di Lui. A volte è necessario uscire dalla barca, anche se poi magari saremo sopraffatti dalla paura e rischieremo di affondare. Ma Gesù è proprio lì per aiutarci. Potrai anche cominciare ad affondare, ma con Gesù non affogherai.

Ogni volta che farai dei passi di fede verso Gesù la tua fede crescerà. Più passi di fede fai, più facile sarà farne altri. Più sperimenti la fedeltà di Dio, più facile diventa fidarti di Lui sempre di più. Ogni passo di fede è una sfida, ma una sfida che possiamo affrontare con Gesù!

3) Senza Gesù affonderai. Se nel mezzo delle tempeste distogliamo il nostro sguardo da Gesù, saremo velocemente sopraffatti dalle circostanze. La vita è piena di tempeste. Piccole e grandi tempeste che minacceranno di farci affondare, a meno che non manteniamo il nostro sguardo fisso su Gesù. Con Gesù non solo uscirai indenne dalla tempesta, ma potrai addirittura attraversare con Lui la tempesta camminando sull’acqua.

4) Se scegli di seguire Gesù, Lui farà cose incredibili attraverso di te. Sono convinto che Dio voglia raccontare una storia incredibile anche attraverso la tua vita, come lo fece con quella di Pietro. Vuole fare in te e attraverso di te cose che non puoi nemmeno immaginare. Sei convinto che Dio abbia preparato anche per te dei momenti nei quali potrai “camminare sull’acqua”? Sei pronto a seguire il suo invito ad uscire dalla tua barca?

Dio desidera raccontare un’incredibile storia anche con la tua vita. Non accontentarti di storie noiose e sicure. Scommetto che Pietro avrà parlato di quella volta che ha camminato sull’acqua per il resto della sua vita. Probabilmente ridendo pure su sé stesso. Ma soprattutto perché è stata una grande storia. Perché? Perché ha corso un rischio. Non ha scelto la strategia più sicura, ha osato qualcosa fidandosi di Gesù. Dio vuole lo stesso per te. Vuole raccontare una grande storia anche con la tua vita. Glielo permetterai?

Amen

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