Una gioia completa in Cristo

11 Giugno 2023

Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Oggi parleremo di gioia. La gioia è qualcosa che tutti desideriamo, ma che spesso sembra difficile da afferrare. La gioia è definita come uno stato di appagamento e felicità che di solito si manifesta quando raggiungiamo obiettivi, vediamo esaudito un desiderio o soddisfatto un bisogno. È un’emozione intensa e piacevole che si manifesta anche esteriormente, ad esempio attraverso l’espressione del viso, i gesti e così via. Pensiamo ad alcuni modi di dire come “avere il cuore gonfio di gioia”, “fare salti di gioia” o “piangere lacrime di gioia”.

Sperimentare la gioia dovrebbe essere parte della vita di ogni cristiano; eppure, sappiamo che non è sempre così. Anche il credente più maturo può ritrovarsi a dover affrontare periodi senza gioia o addirittura di tristezza e di depressione. Come possiamo allora evitare di cadere nel pessimismo del “mai una gioia” del personaggio dei fumetti Charlie Brown che disse: “Se la felicità è dietro l’angolo, la mia vita è un cerchio”?

Beh, innanzitutto ricordandoci che la gioia fa parte della volontà di Dio per noi. Dio desidera trasformare la nostra tristezza in gioia, desidera dare nuova vita alla nostra sofferenza e al nostro dolore. La gioia che Dio vuole darci è una gioia che supera qualsiasi cosa che abbiamo mai potuto sperimentare in questa vita.

La gioia futura sarà completa

Mentre era ancora sulla terra con i suoi discepoli, Gesù disse loro:

Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. (Giovanni 15:11)

Gesù desiderava che i suoi discepoli potessero sperimentare la stessa gioia che Lui sperimentava. Che cosa caratterizzava la sua gioia? La gioia di Gesù era caratterizzata da un profondo rapporto d’amore con il Padre e non dipendeva dunque dalle circostanze. Gesù provava sempre e ovunque una profonda gioia perché nulla al mondo poteva disturbare la sua relazione d’amore con il Padre.

Gesù sapeva però anche che per noi sarebbe stato impossibile raggiungere una simile gioia nei limiti di questa vita terrena. Ma la nostra speranza sta proprio nel fatto che un giorno, quando lo vedremo faccia a faccia nei nostri corpi glorificati, la nostra gioia riceverà un’iniezione soprannaturale che la renderà incredibilmente intensa, al di là di ogni immaginazione.

Questa speranza è meravigliosa, soprattutto se ci rendiamo conto di quanto siamo deboli e carenti nei nostri tentativi di amare Dio. Sappiamo tutti che il nostro amore per Gesù, e la gioia che ne deriva, è pateticamente debole rispetto al valore che dovrebbe avere nella nostra vita. E che l’amore che noi dimostriamo a Dio nella nostra relazione con Lui è molto inferiore a ciò che sappiamo che dovrebbe essere.

Quando mi capita di perdermi via in futili ragionamenti sul senso della vita o quando mi capita di lasciarmi sopraffare dalle pressioni o dai miei fallimenti, mi aiuta ricordare che Dio desidera vedermi gioioso e che un giorno i pesi e le difficoltà di questa vita saranno trasformati in gioia.

Quando finalmente saremo alla sua presenza, Gesù ci farà conoscere Dio in modi nuovi e finora inimmaginabili, perché non avremo più tutti i limiti della nostra vecchia natura che ci tiene legati al mondo, della tentazione che ci spinge a peccare e di un corpo decaduto. In quel momento l’unica cosa che avrà valore sarà godere della comunione con Dio e adorarlo.

Questo nuovo livello di gioia lo potremo già sperimentare parzialmente quando moriremo (se Cristo non torna prima). Infatti, subito dopo la morte, le nostre anime saranno rese perfette alla presenza di Cristo e la nostra comunione con Lui sarà più immediata in cielo che qui. Ma sarà ancora più grande al ritorno di Cristo, quando saremo rivestiti con corpi nuovi e glorificati, quando corpo, anima e spirito saranno nuovamente e perfettamente uniti. Allora i nostri sensi saranno perfezionati e potremo sperimentare Cristo in modi che ora sono inimmaginabili.

Il momento in cui entreremo alla presenza del Signore saremo premiati per la nostra fedeltà, come ci insegna Gesù nella parabola dei talenti, e sarà allora che Gesù ci dirà:

Va bene, servo buono e fedele; sei stato fedele in poca cosa, ti costituirò sopra molte cose; entra nella gioia del tuo Signore. (Matteo 25:21.23)

Il risultato sarà incredibile: entreremo nella sua gioia e questo vuol dire che godremo di Gesù e della sua presenza con un’intensità simile a quella che prova Lui stando unito al Padre. E questo personalmente mi motiva a servire Dio anche se non sempre vedo i risultati di ciò che sto facendo, mi incoraggia sapere che mi basta essere fedele in poca cosa per entrare nella gioia del mio Signore!

Come potresti applicare questa verità nella tua attuale e particolare situazione di vita? Che cosa potrebbe significare per te in questo momento essere fedele in poca cosa, sapendo che un giorno potrai entrare nella gioia del tuo Signore come servo buono e fedele?

La gioia sarà completa perché saremo con Cristo

Leggendo i vari brani del Nuovo Testamento che parlano di quanto spettacolare sarà il ritorno di Cristo, potremmo facilmente arrivare alla conclusione che sarà un evento talmente grande e maestoso nel quale il singolo cristiano come individuo si perderà nella massa dei milioni di credenti che torneranno e regneranno con Cristo.

O in altre parole: ci sarà posto per me? Ci sarà spazio per una relazione personale, per una comunione personale con Cristo? Prendiamo ad esempio questo passaggio dal Vangelo di Giovanni, nel quale Gesù parla del suo ritorno:

Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me! Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi. (Giovanni 14:1-3)

Gesù aveva rivelato ai suoi discepoli che se ne sarebbe andato (Giovanni 13:36) ed è per questo che erano turbati. Ma in questo passaggio li tranquillizza invitandoli ad avere fede in Dio e in Lui, dando loro almeno tre argomenti che indicano un’attenzione particolare da parte di Gesù Cristo per ogni singolo discepolo e per ognuno di noi.

Il primo è: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore. Qui l’accento non è sull’isolamento, ovvero che saremo ognuno nella propria dimora, come se finissimo in un enorme e anonimo condominio con miliardi di altri credenti. L’enfasi è piuttosto sul fatto che nessuno sarà escluso. Ci sono molte dimore e questo significa che ci sarà posto anche per te! Hai mai riflettuto sul fatto che Gesù provvederà personalmente a una sistemazione per te?

Il secondo argomento è: “io vado a prepararvi un luogo”. Non credo che Gesù volesse dire che il paradiso è al momento talmente in disordine che deve prima essere ripulito o che il nostro luogo di residenza eterno è ancora in costruzione. Gesù stava piuttosto alludendo al fatto che con la sua morte in croce avrebbe reso accessibile a dei peccatori imperfetti una dimora presso la casa del Padre. Questo sì che è un motivo di gioia!

E l’ultimo argomento è: “vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate anche voi. Questo è l’argomento decisivo: tutto questo parlare di case, stanze e luoghi serviva in realtà solo ad introdurre il vero scopo del discorso: La nostra gioia sarà completa perché saremo per sempre con Lui e avremo una comunione con Dio di un’intensità mai vista prima.

E questo ci riporta al qui e ora! Eh sì, perché lo stesso verbo “dimorare” lo ritroviamo poco dopo, dove Gesù afferma:

Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. (Giovanni 15:4)

Il ritorno di Cristo non ci porterà semplicemente a un nuovo accesso al cielo, ma a un nuovo accesso a Cristo, a una ancora più intima e profonda relazione con Lui! La venuta di Cristo non è solo un magnifico spettacolo; è un momento di accoglienza personale per ogni persona che avrà confidato in Lui.

La gioia è un dono di Dio

Forse ti chiederai perché ti sto raccontando tutto questo e in che modo questo potrebbe aiutarti… È semplice: tutto ciò che vi ho detto finora ci insegna che la gioia più grande la possiamo trovare unicamente in un’intima relazione con il Signore.

Come abbiamo visto, la nostra gioia sarà completa solo quando saremo con Cristo, ma se nell’eternità la nostra gioia sarà completa perché godremo di una relazione e comunione personale con Cristo, perché mai oggi dovremmo ricercarla altrove?

La prima cosa da capire è che la gioia è un dono di Dio. La parola greca che indica la gioia è “chara”, ed è strettamente correlata alla parola greca “charis” che significa “grazia”. La gioia nasce quando siamo consapevoli della grazia di Dio per noi. È dunque evidente che se già ora vogliamo sperimentare gioia nella nostra vita dobbiamo concentrarci su Dio.

Il passaggio completo del versetto di oggi dice infatti:

Come il Padre mi ha amato, così anch’io ho amato voi; dimorate nel mio amore. Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa. (Giovanni 15:9-11)

Una delle chiavi per provare gioia già qui e ora è riconoscere quanto Cristo ci ha amati, ovvero come il Padre ha amato Lui. E proprio qui sta il problema per molti. Il punto è che non possiamo avere la gioia di Dio in noi se non siamo al 100% sicuri che Lui è dalla nostra parte.

Se io vivo con la costante sensazione che Dio è contro di me, che è costantemente deluso di me e che non mi può accettare, allora mi sarà impossibile godere della sua gioia. Ma, come abbiamo visto prima, il Dio che vuole che la gioia di Cristo dimori in noi, ha sacrificato suo Figlio per permetterci di accedere alla sua casa pur essendo dei credenti imperfetti.

Se vuoi avere la sua gioia, devi dunque rifiutare tutte quelle voci di condanna che per paura di fallire ti spingono a passare il minor tempo possibile con Dio. Ascolta invece la voce dello Spirito Santo che ti invita a dimorare nell’amore di Cristo. La gioia nel Signore viene dalla crescita del rapporto con Gesù.

E come afferma Gesù stesso, una chiave per avere la sua gioia è di osservare i suoi comandamenti. Gesù vuole che la tua gioia sia completa e la via verso questo traguardo passa principalmente dallo studio della Bibbia, dalla preghiera e dall’obbedienza. Ma per quanto essenziali siano questi passaggi per la nostra crescita spirituale, se non comprendiamo che la principale fonte della nostra gioia nell’eternità consisterà nel godere di un’intima comunione con Cristo basata sull’amore, ogni nostro tentativo di studiare la Bibbia, di pregare e di obbedire ai suoi comandamenti rischiano di trasformarsi in semplice religiosità.

Perciò, se vuoi sperimentare la vera gioia che Dio vuole donarti tramite lo Spirito Santo, la domanda che devi porti è: desidero trascorrere la mia vita qui sulla terra e tutta l’eternità in un’intima e profonda relazione d’amore con Gesù Cristo? Lui lo vuole, ed è per questo che è morto in croce per te!

Se sei in chiaro su ciò che significa permettere alla gioia di Cristo di dimorare in te, allora sì che leggere la Bibbia, pregare e obbedire ai suoi comandamenti farà ulteriormente crescere la sua gioia in te. Allora sì che potrai avere il cuore gonfio di gioia, fare salti di gioia e piangere lacrime di gioia, perché saprai che niente e nessuno potrà separarti dall’amore di Dio.

“Se la felicità è dietro l’angolo, la mia vita è un cerchio”, afferma Charlie Brown. Ma la felicità non è dietro l’angolo, è davanti a noi nella persona del Cristo crocifisso e risorto. E la nostra vita non è nemmeno un cerchio, bensì una continua crescita alla scoperta della gioia che Dio ha in serbo per noi. Quale sarà il tuo prossimo passo concreto verso la gioia completa in Cristo?

Amen

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