Uniti per la gloria di Dio

19 Settembre 2021

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di aver tra di voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù, affinché di un solo animo e d’una stessa bocca glorifichiate Dio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo. Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio. (Romani 15:5-7)

Nella chiesa di Roma l’unità era a rischio per via di un acceso dibattito su alcune regole e restrizioni previste dalla legge di Mosè. È giusto o sbagliato mangiare carne che potrebbe non essere pura secondo la legge? È giusto o sbagliato osservare giorni speciali come le feste ebraiche e il sabato?

Nel capitolo 14 Paolo divide la chiesa in due gruppi in base alla loro risposta a queste domande. Ci sono quelli che sono pienamente convinti che, per la grazia di Dio, sono ora liberi in Cristo di mangiare e bere qualsiasi cosa. Niente è impuro per loro. Poi ci sono i credenti che Paolo descrive come “deboli” nella loro fede, che non si sentono la coscienza pulita agendo al di fuori delle restrizioni della legge. Paolo invita entrambi i gruppi a non distruggere l’unità nella chiesa per delle questioni secondarie.

Tutto il discorso di Paolo nel capitolo 14 ci porta ai nostri versetti di oggi: una preghiera che l’apostolo rivolge a Dio affinché tra i credenti a Roma possa esserci il desiderio di vivere per benedire il proprio fratello e per dare gloria a Dio, seguendo l’esempio di Cristo. In poche parole, dobbiamo focalizzarci su una cosa sola: Gesù Cristo nostro Signore.

L’unità cristiana è un dono di Dio

Il Dio della pazienza e della consolazione vi conceda di aver tra di voi un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù… (Romani 15:5)

Il fatto che Paolo metta queste parole in forma di preghiera ci ricorda che l’unità cristiana è innanzitutto opera dello Spirito Santo in ognuno di noi. Paolo è consapevole che solo Dio può darci pazienza e consolazione, le stesse due virtù che al versetto precedente Paolo afferma provenire dalla Parola di Dio.

In questi ultimi tempi ho sempre più l’impressione che anche noi avremmo bisogno di fare nostra questa preghiera. Basta aprire i giornali ogni giorno per percepire quanto alta è la tensione all’interno della nostra società. Stiamo vivendo una tensione che ha il potenziale di portare divisione nella società e anche nelle chiese.

Penso in particolare a due temi: il matrimonio per tutti e la gestione della pandemia da parte del nostro governo. Per quanto riguarda il matrimonio per tutti, almeno tra i cristiani sembra esserci un largo consenso, o forse è semplicemente così che chi è di un’altra opinione non osa ammetterlo per paura di essere giudicato.

Da una parte c’è chi è assolutamente convinto che il matrimonio per tutti sia da evitare ad ogni costo, perché va contro i principi biblici (personalmente condivido questa opinione). Conosco però anche cristiani che probabilmente voteranno sì, perché direttamente coinvolti o perché vedono la sofferenza di chi è attratto da una persona dello stesso sesso e non credono che questo sia peccato.

Ancora più netta è la spaccatura all’interno della chiesa per quanto riguarda la gestione della pandemia. Di questi giorni è difficile, se non quasi impossibile, avere una discussione con qualcuno senza toccare il tasto dei vaccini e del certificato Covid. Per alcuni il vaccino è la soluzione più logica per poter uscire dalla crisi nella quale ci troviamo e non comprendono come qualcuno possa rifiutarlo.

Altri invece rifiutano il vaccino per paura degli effetti collaterali, perché si rifiutano di farlo solo perché il governo li obbliga, perché si pongono domande sulle limitazioni della nostra libertà individuale o anche perché si pongono sinceri quesiti su come dovrebbe reagire un credente, anche pensando a ciò che la Bibbia dice riguardo gli ultimi tempi.

Vediamo quanta tensione si sta creando anche all’interno delle chiese su queste tematiche, una tensione che ha il potenziale di dividerci. Sebbene io sia convinto che sia giusto e importante poter discutere liberamente e apertamente su queste questioni, ciò che più mi preoccupa è il modo in cui viene portata avanti la discussione.

Che sentimenti percepisci in te quando affronti queste discussioni o quando ti rendi conto che la persona, che da anni frequenta la tua stessa chiesa, ha convinzioni diametralmente opposte alle tue? Cosa pensi quando giungi alla conclusione che secondo te l’altra persona è di troppo strette vedute? Riesci ad essere misericordioso? Forse percepisci già la tensione salire o forse ti senti messo alle strette e inizi a percepire un certo disagio all’interno della stessa comunità che per anni ti ha fatto sentire a casa e al sicuro.

Io sento che abbiamo un forte bisogno di fare nostra la richiesta di Paolo, di supplicare Dio che agisca tramite lo Spirito Santo per darci pazienza e consolazione. Pazienza con chi la pensa diversamente da noi e consolazione quando ci sentiamo fuori posto perché la pensiamo diversamente dagli altri. Senza l’intervento dello Spirito Santo non potremo mai avere tra di noi “un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù”.

Avere “un medesimo sentimento” non significa pensarla tutti allo stesso modo. Paolo sta parlando dell’attitudine del nostro cuore di fronte a chi la pensa diversamente da noi. Avere “un medesimo sentimento secondo Cristo Gesù” significa essere centrati su Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore. Gesù Cristo, nel suo amore, nella sua misericordia e nel suo desiderio di piacere in ogni cosa al Padre è il nostro esempio da seguire.

Dio è la fonte della pazienza e della consolazione per poter vivere in armonia, nonostante le divergenze d’opinione. L’unità non avviene automaticamente e di questi tempi ci accorgiamo ancora di più di quanto l’unità che c’era finora era probabilmente poco fondata spiritualmente. Ognuno di noi deve prendere la decisione personale di voler pregare affinché il Padre gli conceda pazienza verso il fratello che la pensa diversamente e che sia lui a consolarlo quando non si sente capito o accettato da chi la pensa diversamente.

Il diavolo vuole distruggere l’unità e noi non possiamo permettere che questo accada. Dobbiamo poter condividere liberamente e apertamente le nostre opinioni in chiesa, ma forse dobbiamo essere saggi e scegliere bene con chi affrontare certi argomenti. Non tutti abbiamo lo stesso grado di maturità spirituale e non tutti riusciamo a discutere apertamente di opinioni divergenti sopportando la tensione con la stessa facilità.

Abbiamo bisogno di tanta pazienza e di tanta consolazione da parte di Dio, poiché ci saranno scoraggiamenti e battute d’arresto. È Dio che può cambiare la nostra attitudine, la chiave è chiederglielo. Ma perché è così importante? La risposta la troviamo nel prossimo versetto.

L’unità cristiana ha a che fare con la gloria di Dio

…affinché di un solo animo e d’una stessa bocca glorifichiate Dio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo. (Romani 15:6)

In questa seconda parte della preghiera Paolo descrive lo scopo stesso della chiesa: glorificare “Dio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo. Questo è il frutto principale dell’unità tra i cristiani. In altre parole, Paolo sta pregando affinché i cristiani di Roma siano uniti per glorificare Dio insieme, come se stessero tutti cantando la stessa canzone, pur con tonalità differenti. Paolo ci dà un primo indizio su come possiamo riuscirci: glorificando Dio “di un solo animo.

Le parole “di un solo animo” puntano dapprima al nostro cuore, perché qui dove inizia l’unità. L’unità non è innanzitutto uno spettacolo esteriore, ma inizia nel cuore. Come dice Paolo alcuni capitoli prima, il nostro amore deve essere senza ipocrisia (Romani 12:9). L’unità inizia se io mi pongo in tutta sincerità e umiltà davanti a Dio. Questo mi permetterà di guardare agli altri membri della chiesa con un cuore ripieno di amore e con il desiderio di contribuire alla pace e alla reciproca edificazione (Romani 14:19).

Se senti che il tuo cuore non è sincero quando ti approcci al tuo prossimo in chiesa, torna alla prima parte della preghiera e chiedi nuovamente a Dio pazienza e consolazione. Chiedi al Signore di poter essere, senza dover rinunciare a tenere alta la verità del Vangelo, un portatore di pace e qualcuno che contribuisce a edificare la chiesa, perché “il regno di Dio… è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Romani 14:17).

Questa unità di cuore si esprimerà poi praticamente quando ci ritroviamo insieme a glorificare Dio Padre e il nostro Signore Gesù Cristo con una sola voce. Come influisce questo pensiero sul modo in cui tu vedi la tua partecipazione in chiesa o in una cellula? Quanto alta o bassa è stata ultimamente la tua motivazione nel partecipare alla vita della chiesa?

Potrebbe aiutare se prima di partecipare a una riunione in chiesa chiedessi al Signore pazienza e consolazione per poter avere un cuore pieno di amore e senza ipocrisia? Ricorda che la ragione principale per la vera unità cristiana è che ci porti a glorificare insieme Dio.

Paolo ci dipinge una bella immagine di come dovrebbe essere la vita nella chiesa. Per arrivarci, però, Paolo non ci nasconde che è richiesto anche il nostro contributo. Perché anche se è vero, che l’unità è creata da Dio nella chiesa tramite lo Spirito Santo e tramite la Parola di Dio, è però altrettanto vero che ognuno di noi ha anche una propria responsabilità individuale, come ci indica il prossimo versetto.

L’unità cristiana richiede uno sforzo concreto

Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio. (Romani 15:7)

Paolo ha dapprima pregato per l’unità e l’armonia della chiesa: quella è la parte di Dio, è Lui che ci dona pazienza e consolazione. C’è però anche la nostra responsabilità individuale, che consiste nell’accoglierci gli uni gli altri, come Cristo ha fatto con noi. È un’affermazione molto forte!

Accogliere gli uni gli altri significa accettare pienamente e includere nella comunione fraterna anche chi la pensa diversamente da noi. E non sto parlando di chi si definisce cristiano pur non condividendo le basi bibliche della fede in Cristo come nostro unico Signore e Salvatore. Qui Paolo si riferisce a chi è veramente nostro fratello o nostra sorella, condividendo con noi la fede in Cristo pur non essendo d’accordo con noi su alcuni aspetti della vita cristiana.

Paolo ci sta ordinando, se necessario, di rinunciare a certe nostre libertà che abbiamo conquistato in Cristo, perché questo ci aiuterà a glorificare Dio. O per formularla negativamente: se chiedo a Dio pazienza verso i fratelli con i quali sono in disaccordo, oppure consolazione quando mi sento messo da parte da coloro che hanno opinioni diverse dalle mie, ma poi mi rifiuto di fare un passo di amore concreto verso di loro, a lungo termine questa attitudine mi impedirà di glorificare Dio con la mia vita.

Se agisco come se le mie convinzioni fossero fuori discussione, come se fossi infallibile o irreprensibile e rifiutando di mettermi in gioco, farò fatica ad apprezzare la santità e la maestà di Dio, per non parlare del mio ruolo all’interno della chiesa. Perciò, è mia responsabilità pormi sempre di nuovo davanti al Signore in tutta umiltà, chiedendogli le forze per praticare la pazienza e la consolazione che lui mi dona.

Io ho deciso per me stesso che non voglio permettere a ciò che sta succedendo nel mondo di danneggiare le mie relazioni. Ma è una decisione che devo prendere sempre di nuovo, perché è facile scoraggiarsi, quando ogni discussione si gira sempre di nuovo attorno alle stesse questioni. È facile lasciarsi prendere dal dubbio, quando si inizia a chiedersi se non hanno forse ragione gli altri. È facile lasciarsi prendere dalla paura di sbagliare o di non piacere a Dio, quando non si è sicuri di stare dalla parte giusta. È facile lasciarsi prendere dall’orgoglio, quando si pensa che tutti gli altri sono ciechi e ignoranti.

Se ricevo la pazienza e la consolazione da Dio posso poi scegliere di accogliere il mio prossimo come Cristo ha accolto me. Avrò abbastanza amore per ascoltare le argomentazioni dell’altro, per provare a capire le sue motivazioni e per ascoltare il suo cuore e non solo le sue parole. È ciò che Cristo fa con me ogni giorno! Cristo è stato insultato, rifiutato e infine ucciso, affinché noi potessimo avere pace con Dio.

Dall’altra parte invece il diavolo cercherà di approfittare di coloro che sono stati feriti da altri credenti. Se non ti senti compreso, a tuo agio o addirittura se ti senti escluso, porta a Dio le tue ferite e non permettere al nemico di usarle per seminare discordia nella chiesa di Dio. Il diavolo cercherà di dividerci, ma se ci teniamo saldi a Cristo avremo tanto amore e tanta misericordia gli uni per gli altri, come Cristo li ha avuti per noi. Gesù è morto affinché la gloria di Dio risplendesse in tutto il mondo e questo lo vuole fare anche tramite di noi.

Hai già provato, proprio anche nel contesto dell’attuale pandemia, ad ascoltare il cuore di chi la pensa diversamente da te, per cercare di capire cosa lo turba? Hai già provato a chiedere a Dio pazienza e consolazione, per cercare di ascoltare il cuore dell’altra persona e non solo le sue parole? Ecco ancora alcuni ultimi consigli pratici.

Perché non provi, la prossima volta che ti trovi a discutere ad esempio sulle misure adottate dal governo per contenere la pandemia, a chiedere all’altra persona come sta vivendo a livello personale la tensione che c’è nella nostra società? O se parli con qualcuno che è favorevole al matrimonio per tutti, prova a cercare di capire quale sua riflessione o forse anche sofferenza lo ha portato a quella conclusione.

Prova a comprendere la sofferenza o il processo che ha portato l’altra persona a pensarla in quel modo. E questo a prescindere da quale parte stai tu. Questo non significa che stai appoggiando la sua posizione, ma significa che stai cercando di accogliere tuo fratello, come Cristo accoglie te, con amore e pazienza.

Questo approccio potrebbe aiutarvi a passare da un piano di discussione basato sulle proprie opinioni a un piano più personale e spirituale. Potreste restare sorpresi di come questo vi unisca nonostante le divergenze di opinione. Potreste riscoprire che Cristo è ciò che entrambi avete in comune e che entrambi amate. E, infine, potreste riscoprire la gioia del glorificare Dio insieme.

Amen

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