Vivere nelle promesse di Dio

1 Gennaio 2024

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Molti vivono la loro vita seguendo un piano molto chiaro di ciò che vogliono raggiungere. Alcuni hanno ad esempio l’abitudine di pianificare tutto il nuovo anno, riempiendolo di buoni propositi. Ma cosa facciamo poi quando la vita prende una strada totalmente diversa da quella pianificata? Cosa fai se l’anno eccezionale che ti eri immaginato si rivela un fallimento totale per vari motivi imprevedibili? Come reagisci se i tuoi meravigliosi piani vanno a rotoli già nel mese di gennaio?

Quest’anno vi proponiamo un’alternativa: vivere nelle promesse di Dio. Le promesse di Dio sono immutabili nel tempo, non passano e restano generalmente valide, anche quando i nostri piani vanno a rotoli. Questo sarà il tema dell’anno 2024 per la nostra chiesa e lo tratteremo basandoci sul libro della Genesi, che contiene innumerevoli promesse di Dio, le cui verità fondamentali valgono anche per noi.

La Genesi riguarda “gli inizi” del mondo biblico e della sua storia, e questo sentimento si riflette nel titolo ebraico בראשׁית (bĕrē’šît). La Genesi descrive l’origine del mondo e delle cose create che vi si trovano. Ma la Genesi approfondisce anche la storia dell’origine dell’umanità, della sua dispersione e della creazione di Israele.

All’interno di ogni sezione si pone l’accento su una famiglia specifica, ma c’è una chiara demarcazione temporale tra Genesi 1-11 e Genesi 12-50. Ad esempio, nella genealogia di Noè in Genesi 5 la maggior parte delle persone viene menzionata solo per gettare le basi per la narrazione di Noè in Genesi 6-9, e ci sono diverse centinaia di anni trascurati. Tuttavia, quando si arriva a Genesi 12-50, la narrazione rallenta drasticamente per concentrarsi sulla linea patriarcale di Abramo, Isacco e Giacobbe/Israele, stabilendo così l’importanza di questi tre personaggi per la trama biblica che avanza e l’amore di Dio che si mostra nel patto stabilito con la nazione di Israele nel suo complesso.

Le promesse di Dio brillano quando i nostri piani falliscono

Nel libro della Genesi troviamo molti piani di vita che vanno a rotoli: Adamo ed Eva che vengono cacciati da giardino dell’Eden, il peccato che si fa strada nell’umanità con gravi conseguenze: caino che uccide Abele, il diluvio universale, la confusione linguistica a seguito della costruzione della torre di Babele, Sodoma e Gomorra, il tentativo di Abraamo di ottenere un erede con la nascita di Ismaele, lotte tra fratelli, inganni e tragedie varie.

Eppure, i progetti falliti dell’uomo sono spesso il preludio delle promesse fedeli di Dio. Non per niente Genesi è chiamato il “libro degli inizi”. Nel mezzo della tragedia dell’esclusione di Adamo ed Eva dal Paradiso Dio promette la nascita del Messia (3:15). Quando Dio mandò il diluvio per distruggere l’umanità promise a Noè che non avrebbe mai più mandato una simile distruzione. Il simbolo fu l’arcobaleno.

Dio scelse un uomo, Abramo, separandolo dalla sua famiglia idolatra per promettergli la nascita di una nuova dinastia che avrebbe seguito Dio e benedetto l’umanità. La storia continua con le disavventure dei discendenti di Abraamo: Isacco, Giacobbe e i suoi figli. Quando Giuseppe, uno dei figli di Giacobbe e il suo prediletto, fu venduto dai suoi fratelli, Dio si prese cura di lui e lo portò ad essere il salvatore della sua famiglia.

Queste sono solo alcune delle promesse di Dio che troviamo nella Genesi. Ma ci mostrano tutte lo stesso principio: le promesse di Dio brillano quando i nostri piani falliscono. Il fallimento dei nostri progetti umani ci porta spesso a vedere la sua promessa più grande.

Uno dei grandi rischi del successo dei nostri progetti di vita personali è infatti proprio che potremmo non accorgerci mai delle grandi promesse di Dio o, perlomeno, potremmo non renderci conto di averne bisogno. Ma ciò che ci insegna il libro della Genesi è proprio che, quando noi arriviamo alla fine delle nostre risorse umane, il piano di Dio non è che all’inizio.

Le promesse di Dio sono di gran lunga migliori dei nostri piani

Certo, non è sempre facile fidarsi delle promesse di Dio, anzi, quasi sempre ci sfidano nel mezzo della nostra percezione della realtà. Chi potrebbe mai credere che Dio possa far nascere la vita da un grembo sterile, per non parlare di un’intera nazione? Persino Sara rideva incredula della promessa di Dio che le sarebbe nato un figlio (Genesi 18:12).

Eppure, la lettera agli Ebrei ci assicura che, in qualche modo, Sara “ritenne fedele colui che aveva fatto la promessa” (Genesi 11:11) Per quanto fosse difficile, si fidò del Signore. Le promesse di Dio possono essere difficili da credere, ma valgono tutta la nostra fiducia.

Quando tutti i nostri piani falliscono, non solo ritroviamo a rimpiangere un sogno non vissuto, ma temiamo anche un futuro sconosciuto. Ed è proprio di fronte all’incertezza di ciò che ci aspetta nel futuro, è proprio in questi momenti di paura che può essere difficile fidarsi delle promesse di Dio. Eppure, sono promesse che valgono dieci volte tanto la nostra fiducia.

È proprio quando temiamo che i nostri progetti futuri non si realizzino mai, che dobbiamo aggrapparci ancora di più alle promesse di Dio. È nella paura per ciò che ci riserva il futuro che Dio ci chiama a vivere per fede.

È interessante notare che Abramo non godette mai delle benedizioni della promessa di Dio. Alla fine della sua vita ebbe alcuni figli, ma nulla di simile alla nazione promessa. Tutto ciò che possedeva della terra promessa di Canaan era un piccolo appezzamento di terra vicino a Hebron (Genesi 23:19-20; 25:1-6).

All’apparenza, Abraamo e Sara morirono come molti di noi temono di morire: delusi e insoddisfatti. Ma in realtà sono morti come tutti noi dovremmo morire: nella fede. Sono morti con una fiducia incrollabile nella più grande promessa di Dio, non per la benedizione terrena di Canaan, ma per “una migliore, cioè quella celeste” (Ebrei 11:16).

Magari ti sembra impossibile immaginare che le promesse di Dio possano essere migliori dei tuoi piani migliori. Troppo spesso dubitiamo della bontà delle promesse di Dio semplicemente perché non si allineano con le nostre speranze e i nostri sogni terreni. Ma in tutte le storie narrate nella Genesi, Dio ci mostra che le sue promesse sono infinitamente migliori della migliore vita che potremmo mai pianificare da soli senza di Lui.

Quindi, la sfida per ognuno di noi nel 2024 sarà: insisterai nel voler vivere seguendo i tuoi piani oppure sceglierai di vivere secondo le promesse di Dio? Sceglierai di vivere secondo la promessa di Dio che sarà Lui a provvedere a ogni tua necessità (Matteo 6:25-34)? Vivrai secondo la promessa di Dio che nulla ti separerà mai dal suo amore (Romani 8:38-39)? Vivrai secondo la promessa che in Cristo hai una nuova vita e una nuova identità (Colossesi 3:1-4)?

Se la tua vita non è finora andata del tutto secondo i tuoi piani, o forse per niente secondo i tuoi piani, ti invito a scegliere di seguire il saggio consiglio di Proverbi 19:21:

Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma il piano del SIGNORE è quello che sussiste.

Amen

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