Vivere per fede | Abacuc 2:1-4

14 Luglio 2026

Michel Di Feliciantonio

Michel Di Feliciantonio

Pastore

La settimana scorsa vi ho raccontato due storie. La storia della ricerca di lavoro a Pisa di Stefania e la storia della chiesa di Mark Oden in Scozia. 

Sono entrambe storie a lieto fine. A Stefania è stato concesso, in maniera miracolosa, di non dover andare tutte le settimane a Milano e di poter lavorare in smart, cosa che potrà continuare a fare anche quando saremo in Svizzera.

La chiesa di Mark a Edimburgo, dopo aver deciso di lasciare la stabilità e i vantaggi della denominazione, è cresciuta, ha comprato un nuovo locale di chiesa e vive fedele alla Parola di Dio.

Ma non tutte le storie sono a lieto fine, non per tutte le storie riusciamo a capire il perchè di quello che sta succedendo o come Dio possa permettere qualcosa del genere.

Prendete per esempio la storia di Giuseppe. Un uomo fedele al Signore e che in cambio viene gettato in un pozzo, venduto dai fratelli, reso schiavo, ingiustamente accusato, incarcerato, dimenticato in prigione.

Mentre vi ricordate Abacuc domenica scorsa? Abacuc non capiva come mai il Signore non facesse nulla riguardo alla malvagità in mezzo al popolo e la risposta del Signore quale era stata? Io farò qualcosa, e lo farò suscitando i babilonesi, un popolo terribilmente potente e malvagio che avrebbe massacrato il popolo di Dio. 

Perchè Dio permette che il malvagio prosperi? Perché Dio permette che ci crede in lui soffra? Come può Dio permettere il male? 

Perché Dio permette che il tuo collega disonesto la faccia sempre franca, o che una situazione che reputi ingiusta in chiesa non venga risolte? 

Domande scomode, domande difficili, domande che possono farti andare allo sbaraglio. Ma Abacuc è intenzionato a rivolgere al Signore, è intenzionato a ricercare presso il Signore la risposta alle sue domande, anche quando non capisce. 

Attendere una risposta dal Signore

Infatti dopo aver, in un certo senso ripreso il Signore, guardate cosa fa all’inizio del secondo capitolo: 

2:1 Io starò al mio posto di guardia, mi metterò sopra una torre e starò attento a quello che il Signore mi dirà, e a quello che dovrò rispondere circa la rimostranza che ho fatta.

Il profeta si mette in attesa di una risposta da parte del Signore.

Abacuc è entrato in una discussione con il Signore e vuole ricevere delle risposte ma sa anche che la sua richiesta è stata abbastanza audace. 

Infatti le nostre Bibbie in italiano concludono il primo versetto dicendo: starò attento a quello che il Signore mi dirà, e a quello che dovrò rispondere circa la rimostranza che ho fatta.

Una traduzione più accurata invece è la seguente: 

starò attento a quello che il Signore mi dirà, e come potrò rispondere quando sarò rimproverato.

Abacuc è entrato in un dibattito apologetico con il Signore. 

Abacuc ha domandato, il Signore ha risposto. Abacuc ha argomentato contro la risposta di Dio ma sapendo chi è Dio, ora si aspetta di ricevere una contro argomentazione da Dio ed essere rimproverato per la sua audacia. Abacuc si mette in attesa e si prepara per l’impatto. Guardiamo come il Signore risponde nei versetti 2-3:

La visione del Signore

2 Il Signore mi rispose e disse: «Scrivi la visione, incidila su tavole, perché si possa leggere con facilità; 3 perché è una visione per un tempo già fissato. Essa si affretta verso il suo termine e non mentirà; se tarda, aspettala, poiché certamente verrà, e non tarderà».

Il Signore non sembra rispondere direttamente al dibattito e alle argomentazioni portate da Abacuc. E sicuramente il Signore non rimprovera Abacuc, altra cosa davvero interessante e incoraggiante. Le aspettative e le paure di Abacuc non si realizzano. In questa prima parte della conversazione, infatti, il Signore sposta l’attenzione su qualcos’altro. 

Il Signore ordina ad Abacuc di scrivere una visione su delle tavole. Il Signore sta rispondendo ad Abacuc, ma vuole che questa risposta non sia solo per il profeta. Il Signore sta rivelando qualcosa che parla ancora a noi oggi, ai nostri dubbi, alle nostre domande.

Che la visione non è solo per il profeta. Il Signora ora sta parlando e non sta rispondendo semplicemente alle rimostranze di Abacuc, ma sta parlando per tutti quelli che riceveranno ed  ascolteranno questa visione. 

Non è la prima volta che un profeta è chiamato a trascrivere una visione. Ma quello che rende particolare la rivelazione fatta ad Abacuc, è che la visione debba essere riportata su delle tavole, al plurale. 

Pensando alla storia della Bibbia, quali altre tavole vi vengono in mente? Il collegamento è con le tavole della legge affidate dal Signore a Mosè. Abacuc avrebbe dovuto collegare questo momento al momento in cui il Signore ha dato al suo popolo la legge su delle tavole. Il momento è solenne. Il Signore sta per rivelare qualcosa di maestoso. 

E in occasione delle tavole della legge consegnate a Mosè il Signore si era presentato così:

Esodo 34: 6 Il Signore passò davanti a lui, e gridò: «Il Signore! il Signore! il Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in bontà e fedeltà, 7 che conserva la sua bontà fino alla millesima generazione, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato, ma non terrà il colpevole per innocente;

Di cosa si era lamentato Abacuc? Che Dio non fosse buono nei confronti dei giusti e che tollerasse la malvagità e il peccato. Abacuc aveva messo in dubbio l’essenza del carattere di Dio.

Potremmo facilmente giudicare Abacuc per questo suo atteggiamento. Ma in realtà con le nostre vite spesso facciamo lo stesso. Dubitiamo di Dio. Dubitiamo di quello che Dio sta facendo in noi e attorno a noi. Dimentichiamo chi Dio è e quello che ci ha promesso. 

Il Signore riporta Abacuc all’episodio di Mosè per ricordargli che Dio è buono nei confronti dei giusti e giusto nei confronti degli ingiusti. 

Il Signore risponde ad Abacuc dicendogli che ha un piano, un piano che si sta per manifestare e che deve essere proclamato. Un piano che rivelerà, un piano che proclamerà il nome del Signore, la sua bontà così come la sua giustizia. E anche se questo piano dal punto di vista umano sembra tardare, non dobbiamo smettere di crederci. La visione si avvererà sicuramente, parola del Signore. 

Quando tutto sembra affermare il contrario, quando tutto sembra andare contro quello che abbiamo capito di Dio nella sua parola, Abacuc 2 ci esorta a fidarci del Signore. 

Vivere per fede

Arriviamo così al versetto 4, che è il versetto chiave di tutto il libro di Abacuc:

4 Ecco, egli si è inorgoglito, non agisce rettamente; ma il giusto per la sua fede vivrà. 

Sono infinitamente grato ai traduttori della Bibbia in italiano, ma anche in questo caso vi leggo una traduzione alternativa che rende meglio il senso originale di questo versetto:

Ecco, il suo spirito è gonfio d’orgoglio; non c’è rettitudine in lui, ma il giusto vivrà per la sua fede.

Osservate bene, dice il Signore.

In contrapposizione in questo versetto ci sono due persone. Da una parte c’è l’empio. L’empio è come un palloncino. Il versetto mostra chiaramente che in lui non c’è nulla di buono. Il suo spirito, la sua anima, il suo cuore è pieno e gonfio di orgoglio. In lui non c’è spazio per Dio e per la sua giustizia infatti tutto quello che lui fa è senza rettitudine. E’ ovvio, anche se per ora implicito, che questo tipo di persona non potrà ricevere la benedizione, l’approvazione, la salvezza che Dio offre. E’ ovvio che Dio farà qualcosa a riguardo. 

Quindi da una parte c’è l’empio. Dall’altra c’è il giusto. Per giusto qui si usa un termine giuridico, legale. Il giusto è colui che davanti a Dio viene considerato virtuoso. E cosa caratterizza il giusto, cosa garantisce la vita al giusto? 

Esatto, la fede. La salvezza del giusto, la speranza del giusto non è dentro di sé. Non è nelle opere. Non è negli altri. È in Dio.  

La giustizia davanti a Dio e di conseguenza la vita che Dio offre viene dalla fede in Lui, non da quello che facciamo o da quello che siamo. 

Morire per orgoglio o vivere per fede?

Se la frase “il giusto per la sua fede vivrà” vi sembra di averla già sentita è perché essa viene citata 3 volte nel NT. Ma prima di guardare al NT, facciamo un salto indietro nell’AT, allo storia di Abramo. 

Genesi 15:5 Poi lo condusse fuori e gli disse: «Guarda il cielo e conta le stelle, se le puoi contare». E soggiunse: «Tale sarà la tua discendenza». 6 Egli credette al Signore, che gli contò questo come giustizia.

Quando Dio promise ad Abramo di avere una discendenza, Abramo credette anche se umanamente sembrava impossibile. Abramo decise di credere in Dio e non nelle circostanze della vita. 

Ora la stessa cosa viene chiesta ad Abacuc. 

La soluzione alla perplessità di Abacuc non consiste nel capire esattamente i piani di Dio, cosa Dio farà e perché. La soluzione alle paure di Abacuc non consiste in una risposta teologica perfetta al problema del male. La soluzione non consiste nemmeno nel forzare la mano di Dio in modo che faccia quello che io voglio.  

 La soluzione sta nell’avere fede in Dio. Dio non risolve la crisi di Abacuc spiegando tutto. La risolve chiamandolo a fidarsi di Lui. 

Giovanni Calvino commenta in questo modo la fede del versetto 4: fede che ci spoglia di ogni arroganza e ci conduce nudi e bisognosi a Dio, affinché possiamo cercare la salvezza da lui solo, che altrimenti ci sarebbe lontana».”

Tim Keller, 500 anni dopo, afferma: Riporre la nostra fede in Cristo non significa sforzarsi di più; significa spostare la nostra fiducia da noi stessi e riposare in Lui.

Cosa vuol dire vivere per fede?

Il giusto vive per fede. Cosa vuol dire vivere per fede?

Con la tua vita puoi scegliere di gonfiarti, come un palloncino, d’orgoglio, un palloncino che prima o poi scoppierà, prima o poi morirà. Puoi investire nelle cose sbagliate, nelle cose appariscenti, che sembrano importanti ma non lo sono.

Oppure puoi scegliere la via della fede, puoi scegliere di vivere per fede. E a volte vivere per fede può sembrare così: solitudine, buio, domande. Ma al tempo stesso fede nel Dio dell’impossibile, nel Dio delle promesse. Una vita non incentrata sulle circostanze della vita o sulle mie capacità, ma su Dio. 

La nonna di Stefania, che quest’anno compierà 100 anni alla domanda cosa è la cosa più importante della vita ha detto: Fidarsi del Signore è la cosa più importante. Dio è amore, Dio è il Re dei re e Signore dei signori.

Vuoi morire per orgoglio o vivere per fede?

In un mondo pieno di ingiustizia e pieno di cose che non condividiamo questa è la buona notizia di cui abbiamo bisogno. Quando le cose non vanno come vorremmo, quando ci confrontiamo con la malattia, con il peccato, con il male: non dobbiamo capire tutto quanto, non dobbiamo sforzarci per cambiare cose che non possono essere cambiate, non dobbiamo raggiungere un determinato livello con le nostre buone azioni, perché è per fede il giusto vivrà. Tutto il resto è frutto del nostro orgoglio, e l’orgoglio porta alla morte.

 La svolta per Abacuc, è la svolta per le nostre vite, è poter andare in qualsiasi momento, in qualsiasi situazione, in fede al Signore. Rispondere con fede è la chiave della vita cristiana. E’ il modo in cui riusciamo ad affrontare e vivere la vita senza soccombere sotto le nostre preoccupazioni e perplessità.

 Ancora Tim Keller, che è morto qualche anno fa dopo 3 anni di malattia:
La fede non è principalmente una questione di come ti senti. La fede consiste nel vivere, confidare e credere in ciò che è la verità, nonostante ciò che provi.

 Non è stupendo che Dio si sia rivelato a noi, che lui abbia preso l’iniziativa, che lui abbia fatto l’opera e che l’unica cosa che ci chieda sia di fissare lo sguardo su di lui, Cristo, colui che crea la fede e la rende perfetta? 

Non è incredibile che la salvezza, la nostra giustificazione, provenga dalla fede e non da cose che per noi sarebbe impossibile riuscire a fare?

Non è liberatorio sapere che lui è Dio e noi siamo delle semplici creature che possono fidarsi di un Padre buono, amorevole, giusto, paziente, santo, perfetto?

Non è meraviglioso che ogni giorno della nostra vita, il Signore ci chiama a fidarci di lui, non come un test da superare ma come un’opportunità di abbandonarci completamente a lui?

Come reagisci alle domande che hai? Come reagisci alle sfide che devi affrontare nella tua vita? Non rispondere andando in panico e non rispondere nemmeno pensando che le tue capacità saranno la soluzione. Non scegliere l’orgoglio, scegli di fidarti di Dio. 

C’è una situazione nella tua vita che non riesci a comprendere o ad accettare? Invece di sforzarti per cercare di interpretare il perché di quella situazione, riponi la tua fiducia in Dio, credi che lui sta operando e opererà in accordo con il suo carattere buono e giusto. Non scegliere l’orgoglio che gonfia e non porta a nulla, scegli la fede, nel Dio di Abramo, nel Dio di Giuseppe, nel Dio di Mosè, nel Dio di Abacuc,  nel Dio rivelato in Cristo Gesù. Non devi capire, non devi risolvere, devi fidarti.

Altri sermoni

In fuga dal Signore | Giona 1

In fuga dal Signore | Giona 1

A 18 anni, subito dopo aver preso la patente, ho chiesto ai miei la macchina per uscire con i miei amici. I miei me l’hanno data ma visto che ero appena patentato mi hanno detto “prendila ma resta in zona.” Io ho detto loro che l’avrei fatto e poi quando i miei amici...

La vita che non basta

La vita che non basta

C’è qualcosa di strano nel tornare a casa dopo anni di assenza. Io sono partito dal Ticino a metà degli anni Novanta per andare a studiare a Basilea, e quando sono tornato dieci anni dopo mi sono accorto che nel frattempo le cose qui erano cambiate — ma ero cambiato...

La promessa che cambia il futuro

La promessa che cambia il futuro

Com’è andata la settimana di Pasqua? Per molti di voi immagino sia stata una settimana un po’ diversa dal solito. I figli a casa, magari qualche giorno fuori, la famiglia riunita. Un po’ di respiro. E adesso… domani si ricomincia. Per alcuni ci sarà il traffico di...