Quanto reale è la croce per te?

15 Aprile 2022

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Daniele Scarabel

Daniele Scarabel

Pastore

Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me. Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottenesse per mezzo della legge, Cristo sarebbe dunque morto inutilmente. (Galati 2:20-21)

Negli ultimi istanti della sua vita, poco prima di morire, Gesù gridò: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Matteo 27:46). Gesù dovette affrontare l’orrore di un abbandono indescrivibile, una solitudine straziante e consumante. E tutto questo a causa del peccato.

La croce è più di una dottrina; è un’esperienza. Per capire quanto reale è la croce per noi, voglio guardare con voi nel dettaglio queste parole scritte da Paolo ai Galati, che ci sono probabilmente abbastanza familiari. Forse così familiari da aver perso il loro significato. Quanto era reale la croce per l’apostolo Paolo? Quanto reale è per te e per me?

Crocifisso con Cristo

Sono stato crocifisso con Cristo… (Galati 2:20)

Secondo te, cosa sta dicendo qui Paolo? Forse qualcosa tipo: “Cristo è morto per me”? Io credo che Paolo ci stia dicendo molto di più, ci sta dicendo che la croce non è solo una dottrina alla quale dobbiamo credere, ovvero credere che Cristo è morto per noi, ma anche un fatto da sperimentare.

Paolo non ha detto che Cristo è stato crocifisso al suo posto; Paolo ha detto di essere stato crocifisso con Cristo. Non so se riusciamo veramente a capire quello che Paolo cerca di comunicarci qui, perché credo che stia cercando di condividere con noi una profonda esperienza spirituale che lui ha fatto e che quasi non riesce ad esprimere a parole.

Sono convinto che Paolo sentisse sul proprio corpo ciò che stava dicendo, non erano solo parole vuote. Paolo era stato talmente toccato dalla scoperta di ciò che Cristo aveva fatto alla croce, che la sua completa esistenza ne fu sconvolta. Dio deve aver concesso a Paolo una comprensione talmente profonda dell’opera di Cristo alla croce, che Paolo si sentiva come se fosse stato lui stesso lì alla croce insieme a Cristo.

Mi immagino Paolo, nei giorni e forse mesi dopo la sua conversione, che riviveva l’incontro avuto con Gesù sulla via per Damasco che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” (Atti 9:4). E ogni volta, ripensando alla morte di Gesù Cristo, lui gridava: “Mio Signore! È lì che dovrei essere! Lì con te!”. Ma poi Gesù gli rispondeva: “Sì, lo so! Ma Paolo, tu non potevi pagare questo prezzo; solo io ho potuto. E non potevo evitarlo, altrimenti non tu non avresti mai potuto avere la vita. Ho dovuto spargere il mio sangue per te”.

Da come Paolo parla della croce, non solo in questo versetto, sì capisce quanto profonda deve essere stata per lui questa esperienza. La sua identificazione con Cristo che moriva in croce ha portato a una trasformazione radicale nella sua vita, l’unica risposta possibile per un uomo che aveva capito a fondo il significato del sacrificio di Cristo. Paolo poteva dire “sono stato crocifisso con Cristo”. E noi? Questa affermazione è vera e reale anche per noi?

Forse se hai visto il film “La Passione di Cristo”, hai potuto farti un’idea un po’ più chiara della sofferenza di Gesù. Ma non so se la visione di quelle scene brutali ti possano davvero aiutare ad affermare: Sono stato crocifisso con Cristo! O quelle immagini ti hanno forse spinto a vedere te su quella croce con Cristo, sanguinante e sofferente?

Sono convinto che se noi tutti giungessimo a una più profonda comprensione della croce e a sperimentare quella trasformazione che anche Paolo conobbe, la nostra vita sarebbe diversa. Anche quando Paolo scrisse ai Corinzi fece un’affermazione molto profonda, legata a quanto scritto in galati 2:20:

Infatti l’amore di Cristo ci costringe, perché siamo giunti a questa conclusione: che uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono. (2 Corinzi 5:14)

Paolo ci sta dicendo che se Cristo è morto per noi, allora anche tu e io siamo morti con Cristo. Ora, non pensare a queste cose solo come a dottrine astratte o generiche. Prova a portare queste parole nel tuo cuore e nella tua anima. Quando hai accettato Gesù Cristo come tuo Signore e Salvatore, in quel preciso istante la morte di Cristo è diventata anche la tua morte.

Ora, non si tratta di comprendere questa verità teologica puramente a livello intellettuale, ma di sperimentarla. Non per altro il nostro tema dell’anno è “Sperimentare Dio”. Non si tratta solo di aver compreso una determinata dottrina, ma di sperimentare come quello che tu credi trasforma la tua vita. E solo Dio stesso può portarti a quel punto!

Subito dopo aver detto che “uno solo morì per tutti, quindi tutti morirono”, Paolo aggiunge le seguenti parole:

Egli morì per tutti, affinché quelli che vivono non vivano più per sé stessi, ma per colui che è morto e risuscitato per loro. (2 Corinzi 5:15)

Riesci a vedere il legame tra le due cose? Se Cristo è morto per tutti, allora noi che siamo morti con Lui non dobbiamo mai più vivere per noi stessi. Se comprendiamo veramente la croce, se passiamo attraverso il processo di essere crocifissi con Lui, allora è impossibile che continuiamo semplicemente a vivere come prima. Non viviamo più per noi stessi, ma per Lui!

La croce trasforma la vita del cristiano in modo radicale. Più comprendi e sperimenti ciò che Dio ha fatto per te – e quale sarebbe stata l’alternativa se non l’avesse fatto – meno è possibile che tu continui a vivere la tua vita solo per te stesso. È un’impossibilità spirituale. Una volta che comprendi la croce, una vita egoista ed egocentrica non può più essere un’opzione.

Nuova vita con Cristo

Dopo aver affermato di essere stato crocifisso con Cristo, Paolo aggiunge queste parole:

Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato sé stesso per me. (Galati 2:20)

Ecco qual è stato per Paolo il risultato della croce: Io stesso vivo grazie alla presenza del Cristo vivente, che ora abita in me, per mezzo dello Spirito Santo, e vive la Sua vita attraverso di me. Paolo sapeva che l’esperienza di essere crocifisso con Cristo era legata all’esperienza di avere il Cristo risorto che ora vive in lui, che lo potenzia e lo controlla.

Paolo sapeva che la morte di Cristo senza la sua risurrezione sarebbe stata un’opera incompleta. Allo stesso modo sapeva che se fosse semplicemente morto alla sua vecchia vita, senza poi iniziarne una nuova con Cristo, l’opera di Dio in lui sarebbe stata incompleta. Paolo sapeva che la vera vita significa Cristo che vive la Sua vita dentro di noi.

Nel versetto successivo scrive:

Io non annullo la grazia di Dio; perché se la giustizia si ottenesse per mezzo della legge, Cristo sarebbe dunque morto inutilmente. (Galati 2:21)

Paolo sapeva che non ha alcun senso cercare di vivere da solo, con le proprie forze o con la propria giustizia legalistica, perché altrimenti “Cristo sarebbe dunque morto inutilmente”.

L’ultima parte di questo versetto è cruciale per tutti noi. Se non vuoi che la croce sia svuotata del suo significato e del suo potere nella tua vita, se vuoi essere tutto ciò che Dio vuole che tu sia grazie alla croce, allora lascia che tutto ciò che Dio ha compiuto nella croce abbia pieno effetto nella tua vita. Non mettere da parte ciò che Dio ha fatto, cercando di vivere senza dipendere completamente dal Cristo vivente.

Quando Paolo afferma in 2 Corinzi 5:17 che chiunque è in Cristo è una “nuova creatura”, con tutte le cose vecchie che diventano nuove, la novità di vita alla quale si riferisce è la presenza vivente di Cristo stesso.

Se sei credente, hai Cristo che vive la sua nuova vita in te. Non ti sta solo purificando dal peccato, proteggendoti dal ricadere e dandoti la vittoria sul peccato, ti sta anche riempiendo di nuova vita. Non permettere a nessuno di dirti che vivere una vita che onora Dio è una vita noiosa. Come potrebbe esserlo? È piena della completa, abbondante, traboccante vita di Dio. È piena di gioia. È piena di vittoria. È piena di promesse e di speranza. Seguendo la via della croce, vedrai cose che non hai mai visto e sentirai cose che non hai mai sentito.

Paolo non stava parlando di una dottrina. Paolo voleva vedere l’impatto del Cristo crocifisso e risorto in ogni area della nostra vita. Paolo ripeteva in continuazione: “Sono stato crocifisso con Cristo… Cristo vive in me… Mi vanto solo della croce del nostro Signore Gesù Cristo… Il messaggio della croce è la potenza di Dio… Voglio che ci sia fra voi solo Gesù Cristo e Lui crocifisso…” (Galati 2:20; 6:14; 1 Corinzi 1:18; 2:2).

Paolo ripeteva queste verità, perché voleva che ogni credente riflettesse sempre di nuovo su quanto reale fosse la croce per lui. Per questo vorrei terminare lasciandoti alcune domande sulle quali riflettere:

In che modo la croce sta influenzando la mia vita? La mia vita è incentrata sulla croce? È questa la mia realtà, non solo nella mia “teologia”, ma anche nella mia esperienza? Sto sperimentando come il Signore vive in me? Oppure mi rendo conto che il mondo mi influenza ancora troppo nel come io spendo il mio tempo, la mia energia, i miei pensieri e tutto ciò che ho? Sto in qualche modo spegnendo e resistendo alla Sua attività nella mia vita, mettendo da parte la grazia di Dio, così che la croce di Cristo non ha alcun effetto in me?

Amen

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